E’ scomparso Antonio Michetti

19 ottobre 2010 | di Christian Rocchi 1 commento

In ricordo del professore

Dal momento in cui iniziai a seguire il corso di tecnica delle costruzioni I annualità non ho potuto piu’ fare a meno del prof. Michetti. L’ho avuto come correlatore della tesi, l’abbiamo invitato con la nostra Associazione Culturale zingari a parlare di Nervi e con l’ing. Fabrizio Esposito sui sistemi di costruzione del Pantheon, e successivamente come ingegnere, lui e il suo associato l’ingegnere Lino Perfetti, della mia attività di professionista.

Difficile distinguere l’uomo dal professionista perche’ lui era le due cose sempre, inscindibilmente.

La facilità con la quale ti trasmetteva concetti complessi e gli esempi con cui li rendeva più chiari e comprensibili sono ormai storia.

Ricordo come spiegava gli effetti dei terremoti sull’edificato, eravamo in aula in Via Giulia, quella al secondo piano lato nord.

“Immaginate che in questa aula in questo momento entri un uomo con un mitra, e cominci a sparare solo ad una certa altezza. Cosa succederebbe? Coloro che avranno le teste proprio a quella altezza moriranno, quelli piú alti si feriranno e i piu’ bassi si salveranno. E cosi’ funzionano le frequenze delle onde dei terremoti sugli edifici”

E chiudeva: “HA CAPITO SIGNORI’…? SI LEI LEI IN PRIMA FILA”
E risate da tutta l’aula.

Oppure ricordo quando invitato dall’inarch a fare un intervento su Buckminsterfulleren che teorizzava delle cupole geodediche su intere città, dopo che avevano parlato altri architetti che ne osannavano i progetti futuristici e ne ricordavano le gesta quasi mitiche, il mediatore dell’occasione passa la parola al professore, credo che sia stata la cosa piu’ esilarante che abbia mai visto all’inarch, Il professore prima di parlare aspetta un paio di minuti guardando gli astanti, la sua faccia trasmetteva un misto di incredulita’ e rabbia!

La gente si chiedeva che cosa stesse succedendo, perché non parlasse, poi inizia dicendo:

“MA COME SE FA????? COME SE FA???”

Da tecnico ed uomo del fare quale egli era non riusciva a valutare una cosa come una cupola geodedica su una intera città. Era semplicemente IRREALIZZABILE!.
Poi continuando:

”…eppoi anche se si trovasse il modo di costruirla, e io vi dico che con i materiali di oggi è impossibile costruire una cosa del genere, ma chiedetevi cosa succederebbe in un ambiente con una cosa del genere sulla testa? Le stagioni? Non esisterebbero piu’!! Insomma sta cosa è come quei film dello spazio dove un pasto lo fai con una pillola. Ma potendo scegliere, perché in questo caso si può scegliere, perché nel nostro caso si può scegliere, tra un piatto di maccheroni ed una pillola io decido di mangiarmi il piatto di maccheroni!!!!”

SEGUIVA UN OVAZIONE DELLA SALA.

Aveva il professore la sicurezza di coloro che dominano la modifica dei luoghi, ma con tutto era sempre pronto a mettersi in gioco per ascoltare le architetture visionarie dei suoi architetti e per cercare il modo di renderle reali.

Non credo ci sia stata una persona che l’abbia conosciuto e che non ne sia rimasta affascinata e.. che non gli abbia voluto bene.

Ci mancherá immensamente.

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Un Commento a “E’ scomparso Antonio Michetti”

  1. Marco Ottaviani scrive:

    Solo in questi giorni ho saputo della morte del Prof. Michetti. Io sono uno deti tanti che ha frequentato il suo corso e sostenuto l’esame con lui. Dico che è stato un grande c’è poco da aggiungere tutte le cose che avete scritto le ho sentite a lezione (la sua idea sui terremoti e la loro imprevedibilità), la sua simpatia il parlare romano la sua conoscenza della pratica manuale etc. Ciao Antonio sono contento di essere stato un allievo ad un tuo corso. Marco

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