Lettera a Babbo Natale
9 dicembre 2008 | di Christian Rocchi CommentaServe a qualcosa?
Le lettere aperte che si sono ultimamente succedute mi hanno reso molto perplesso. Hanno avuto come solo effetto quello di generare una polemicuccia sterile interna agli architetti… o meglio a quegli architetti che vivono di luce riflessa della politica destra/sinistra, ma che dei problemi veri degli architetti ne sanno poco perchè sono fuori dalla competizione quotidiana (beati loro).
Le letterine oggi non servono neanche a chiedere i regali a Babbo Natale. I politici se ne infischiano perchè comunque questi architetti che scrivono non fanno più male di una leggera folatina di vento. Nel mentre sul territorio spadroneggiano ancora i soliti 4,5 costruttori che intervistati poi da giornalisti poco informati riversano addosso a tecnici e comuni quelli che sono stati i loro peccati mortali.
L’unico modo per rivalutare la nostra immagine di architetti è ormai entrare nel solco mediatico dove le notizie vengono sparate per colpire una vasta platea.
Questo ruolo mi sembra esserselo ritagliato solo Fuksas, che però non convince del tutto perchè antipatico. Siamo messi male: dobbiamo unirci al circo mediatico dove tutto è caos e dove tutto procede senza filo conduttore, senza passato nè futuro, tutto teso alla confusione che fa ascolti e numeri… uniche due parole che condizionano il panorama politico… che però di panorama ormai non ha niente: la capacità di prevedere, di vedere oltre non fa più parte della nostra dirigenza.
E’ un procedere multidirezionale alla ricerca di questioni da trattare che possano spostare il gradimento da sinistra a destra e viceversa. La progettualità e la pragmaticità vengono pensionate sacrificate sull’altare della paura. Paura di perdere un paio di punti di gradimento. A questi signori noi scriviamo. Serve a qualcosa?





























